Piazza Alicia, 91018 Salemi TP, Italia
Saturday 13/03/2010
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10/07/2010 - 12/09/2010
Castelvetrano (TP)
distante 14.98km [guarda]
31/07/2010 - 8/09/2010
Palermo (PA)
distante 59.31km [guarda]
31/07/2010 - 12/09/2010
Agrigento (AG)
distante 88.74km [guarda]
25/09/2010 - 7/11/2010
Agrigento (AG)
distante 88.74km [guarda]
20/11/2010 - 9/01/2011
Agrigento (AG)
distante 88.74km [guarda]
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Castello di Salemi (TP), p.zza Alicia. Relatori: Roberto Maragliano (univ. Roma Tre), Giusy Spagnolo (presidente associazione culturale Memorabilia)
Benedetta Cosmi in questo saggio miscelando ironicamente i temi della conoscenza, della didattica, delle politiche sociali, universitarie e della comunicazione, soprattutto proponendo soluzioni, prendendo le distanze da chi sa dipingerci soltanto come eterni bamboccioni, è la voce che mancava.
Giovani sospesi? l’autrice sceglie di raccontare una “Generazione inattesa”! Giusta lettura all’ambiguità è nell’introduzione di Dario Salvatori: “Non credo al mestiere di giovane, su cui l’industria culturale ha svolto un indegno ruolo mercantile, alla frustrante melodrammaticità dell’incertezza del futuro”.
Un libro che ha l’anima. “Meglio dirlo subito. Curiosità, passione, ironia sono gli elementi che meglio caratterizzano la scrittura di Benedetta” dice nella prefazione il prof R. Maragliano. Ogni pagina di “Non siamo figli contro-figure” sembra immettersi perfettamente nel dibattito degli ultimi periodi. Vi ricordate “Figlio mio, lascia l’Italia” e la risposta del Presidente della Repubblica Napolitano, “Non andatevene, saremo un grande Paese”? B. Cosmi in questo saggio miscelando ironicamente i temi della conoscenza, della didattica, delle politiche sociali, universitarie e della comunicazione, soprattutto proponendo soluzioni, prendendo le distanze da chi sa dipingerci soltanto come eterni bamboccioni, è la voce che mancava. Giovani sospesi? l’autrice sceglie di raccontare una “Generazione inattesa”! Giusta lettura all’ambiguità è nell’introduzione di Dario Salvatori: “Non credo al mestiere di giovane, su cui l'industria culturale ha svolto un indegno ruolo mercantile, alla frustrante melodrammaticità dell'incertezza del futuro”. Sanzotta, Il Tempo, scrive del libro: “Incapaci o indotti a non crescere. Adolescenti ben oltre quell'età che in generazioni diverse era già considerata matura. B. Cosmi esce dagli schemi. Puntigliosa vuole entrare dentro le questioni. Non si accontenta delle verità superficiali. Dei luoghi comuni. Una giovane donna, consapevole dei suoi mezzi e disposta a lottare, per sè ma anche per il riscatto di una generazione. Un seme che lascia pensare che questi trentenni non siano destinati in blocco a non lasciare traccia”. Cosmi fa’ surf tra le onde, “Strategy planner”: da giocoliere delle parole passa ben presto ad immergerci nelle soluzioni. “Bisogna immaginare una cultura che induce in tentazione, che gioca la sua partita negli spazi dello svago”. “Mode e pratiche relazionali sono un buon inizio per guardare alla Bit Generation”. L’autrice fa riflettere sugli orari delle città. Si spiega così il paragrafo “Ne parliamo face to facebook”.







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